1.Hai avuto un prestigioso riconoscimento che testimonia il tuo impegno e le tue qualità come professionista...
In effetti, aver ricevuto il Wedding Photographer of the year ha rappresentato per me una grande soddisfazione. Significa che il mio operato, ancora una volta è stato apprezzato e che la strada che ho intrapreso è quella giusta.
2. La tua vocazione al reportage influisce la realizzazione dei tuoi servizi di matrimonio così fuori dall'ordinario?
Il reportage non è unicamente vocazione ma continuo impegno e ricerca. Attraverso l'obiettivo cerco di raccontare gli eventi affinchè possano essere ricordati con la stessa emozione provata nel momento in cui sono stati vissuti.
Per questo interpreto ed osservo le caratteristiche fisiche e i comportamenti della gente. Credo che le persone esprimano al massimo la propria partecipazione emotiva proprio nei giorni di festa e spero sempre che la scena si riproponga all'obiettivo come io stesso l'ho percepita. Per questo motivo
cerco di anticipare i tempi sul punto di ripresa stando sempre molto attento a come inquadrare la realtà nel rettangolo fotografico.
3.Rappresenti un caso unico in Italia per il fatto di aver ottenuto ben cinque qualifiche QIP...
Le raccomandazioni esistono solo in campo politico... ! L'ingresso nel FIOF ha rappresentato per me uno stimolo al confronto grazie al quale ho avuto modo di ampliare le conoscenze e affinare i metodi di ricerca. Tutto ciò mi ha agevolato nel conseguimento di traguardi ambiziosi, non solo in Italia.
Del resto, immergersi nella fotografia è come nuotare pensando che la sponda sia sempre più vicina, invece più si nuota, più ci si rende conto di quanto immenso sia il mare.
4.Qual'è il segreto per riuscire a trovare il tempo necessario per la tua impresa, la quotidianità e la ricerca costante?
Prima di frequentare l'Istituto Superiore di Fotografia lavoravo in un'azienda che mi assorbiva l'intera giornata. Adesso è più semplice riuscire a conciliare il tempo per il lavoro con quello dedicato alla famiglia, anche se quest'ultimo è sempre inferiore al primo. Mi resta comunque il vantaggio di avere lo studio a cento metri da casa.
5.Di fronte al tuo risultato di un prodotto che racconta un matrimonio, che tipo di reazioni ha il cliente?
La scarsa cultura fotografica della clientela non favorisce di certo l'immediata comprensione dei miei lavori. Le campagne pubblicitarie promuovono soprattutto i metodi tecnologici di realizzazione fotografica, focalizzandosi soprattutto sull'immagine. Io cerco innanzitutto di educare alla lettura dell'immagine il consumatore che ho di fronte e in secondo tempo di conquistarmi la sua fiducia come cliente.
E' questo che mi differenzia da chi cerca solo di vendere il proprio lavoro come mero prodotto commerciale. Poi non nego che le qualifiche ottenute abbiano il loro fascino...
Il marchio QIP di FIOF è una realtà che molti ora conoscono e apprezzano, facendo del fotografo che lo ottiene un professionista certificato ed affermato.
6.Sei uno di pochissimi a utilizzare il minimo indispensabile per quello che riguarda la tecnologia digitale. Quanto costa una scelta del genere oggi, in tema di coerenza, e di promozione.
La mia non è una presa di posizione ma una vera e propria difficoltà ad interagire con le applicazioni dei software pur riconoscendone l'enorme potenziale. Preferisco delegare la post produzione a personale di mia fiducia su precise indicazioni per quanto riguarda il risultato da ottenere. Prediligo far lavorare la mente con l'immaginazione, alla ricerca di nuovi linguaggi comunicativi, piuttosto che utilizzare applicazioni scontate, impiegate sia dai professionisti che dai dilettanti. Per promuovere la mia attività mi concentro sulla visibilità che posso acquisire sul territorio attraverso mostre, reportage di interesse sociale e pubblicazioni.
7.Come vedi i cambiamenti che riguardano le strategie della tua Associazione?
Condivido pienamente le nuove strategie volte a valorizzare ad esempio la comunicazione, in particolare sul web. Al tempo stesso ritengo fondamentale continuare a supportare e favorire i rapporti interpersonali tra i soci. Attraverso l'organizzazione di manifestazioni ed eventi "live" possiamo contribuire alla crescita, al confronto e alla socializzazione anche tra colleghi di specializzazioni diverse; viste le premesse, sono convinto che il prossimo appuntamento di Barletta ne sarà un esempio eclatante.




