Oltre la realtà
Tendenze nella fotografia contemporanea
di Rosa Maria Puglisi
Parlare delle attuali tendenze della fotografia contemporanea è quanto mai arduo per diversi motivi. Innanzi tutto perché c'è sempre una concreta difficoltà di prospettiva nel dover approcciare qualcosa che al presente è in fieri e, se possiamo agevolmente individuare quelle che sono state le matrici dei fenomeni in atto, ben più complicato è non soltanto il prevederne gli esiti, ma persino comprenderne a fondo le attuali manifestazioni.
Si tratta, infatti, di scommettere sul futuro e di isolare nel presente all'interno di una situazione fluida e apparentemente frammentaria le opzioni che si svilupperanno e avranno dunque senso nel dipanarsi di un percorso, di cui solo a posteriori potremo cogliere la coerenza, considerandolo addirittura scontato. Solo allontanandosi nel tempo ed entrando in una prospettiva storica potremmo parlare concretamente (prendendone atto non più cercando di prevederle) di quelle che "sono state" le tendenze di un fenomeno.
Diversamente possiamo solo formulare ipotesi, fondate su dati che sono quelli forniti dagli attuali maggiori canali di diffusione dell'informazione, in questo caso quelli legati al mercato, rischiando sempre di tralasciare realtà meno conosciute ma non per questo inesistenti o meno interessanti, le quali potrebbero in un futuro essere riscoperte e rivalutate criticamente tanto da divenire a loro volta premesse di future tendenze. Un'altra difficoltà consiste nel delimitare in maniera adeguata il nostro campo di riflessione.
Cosa ricada oggi all'interno della fotografia vera e propria e cosa all'interno dell'arte contemporanea (ammesso che abbia ancora un senso fare simili distinzioni) non è ben chiaro, e lo è diventato ancor meno con l'avvento delle tecnologie digitali. A volte non è davvero facile distinguere quali ricerche siano ancora da considerare prettamente fotografiche e quali siano da ritenersi un'indagine artistica, che della fotografia si avvale solo come strumento.
Potrebbe sembrare strano affermarlo, se si tiene conto dell'ostilità che fin dalla sua invenzione ha dovuto affrontare la fotografia ogni qual volta si sia tentato di apparentarla all'arte, ma è un dato di fatto: oggi essa è fra i mezzi prediletti dagli artisti contemporanei, grazie soprattutto all'atteggiamento concettuale, che in campo artistico è prevalso a partire dalla fine degli anni Sessanta. Assunto fondamentale dell'arte concettuale, in tutte le sue espressioni, era infatti che l'Arte "in sé" non risiede tanto nella forma (o nell'oggetto) che la estrinseca – men che meno in tecniche accreditate dalla tradizione – quanto nei "concetti", e che questi ultimi possono essere veicolati da qualsivoglia mezzo, compresa ovviamente la fotografia.
Fotografia, che già nel periodo storico del Concettualismo sembrava pronta a recepire le istanze metalinguistiche sulle quali gli artisti indagavano. Intorno agli anni Settanta da queste premesse nascono, ad esempio, le "Verifiche" di Ugo Mulas, nonché l'articolata ricerca di Franco Vaccari a partire dalla tecnica fotografica fino alla teorizzazione di un "immaginario collettivo", da questa creato; esperienze molto diverse fra loro, che però sono accomunate dall'esigenza di rimeditare le potenzialità e l'essenza stessa del medium fotografia, di là dalla pura e semplice "rappresentazione" del reale.
Superata dunque, almeno in apparenza, la polemica sull'accettabilità della fotografia nel pantheon delle arti maggiori, dove è ormai entrata a pieno titolo almeno in quanto mezzo, salvo poi rimetterne periodicamente in discussione lo statuto di linguaggio artistico autonomo, la fotografia vive oggi un periodo di particolare fortuna critica e commerciale: gallerie e luoghi istituzionali tradizionalmente riservati alla cosiddetta arte con la A maiuscola aprono sempre più spesso a mostre fotografiche; si assiste a un proliferare di festival dedicati alla fotografia; stampe di scatti appartenenti ai generi e ai periodi più disparati vengono battute presso celebri case d'aste a prezzi stratosferici; i nomi di celebri fotografi del XX secolo, che mai si son dichiarati artisti, ma le cui ricerche sono state riconosciute imparentate ad un trend artistico dominante, appaiono in pubblicazioni dedicate all'arte contemporanea.
Per incontrare le esigenze del mercato artistico che l'ha accolta nelle sue più prestigiose "vetrine" mondiali, la fotografia di questi anni d'inizio secolo si è spesso proposta in una veste più patinata ed esclusiva, da "vero oggetto d'arte", il che è stato favorito dall'accettazione delle tecnologie digitali; ciò, fra l'altro, ha comportato come fenomeno più appariscente l'adozione di formati di stampa molto grandi (ma anche a una preferenza dell'immagine a colori), che potessero anche soddisfare le esigenze dei collezionisti, i quali sempre più investono nella fotografia.
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